Il Flamenco

“Il Flamenco è un potere misterioso che tutto il mondo sente e che nessuna filosofia spiega… un potere e non un modo di fare, una lotta e non un pensiero… non è questione di capacità, ma di stile vivente… non è nella gola, sale all’interno a cominciare dalla pianta dei piedi” (F.G. Lorca)

Il Flamenco è una forma di espressione popolare che nasce in Spagna, è proprio della tradizione gitano-andalusa, e le sue origini si possono ritrovare nella cultura musicale dei Mori e degli Ebrei.

E’ un errore pensare al flamenco come ad una danza, in quanto l’essenza del flamenco, in realtà, è il “cante”, che rappresenta la sua forma di espressione popolare più pura.

Il flamenco è costituito da diversi stili musicali (circa 50), chiamati “palos”, classificati secondo criteri musicali e divisi in due grandi gruppi: il “cante jondo” (profondo) e il “cante chico” (piccolo).

Il primo gruppo include i palos che narrano sofferenze, tragedie e momenti difficili (siguiriya, soleà, petenera, etc), mentre al secondo gruppo appartengono i palos che raccontano storie più “leggere” (bulerìa, tango, alegrìa, etc).

Il ballo è caratterizzato da alcuni elementi costitutivi: il taconeo (utilizzare i piedi in maniera ritmica) il braceo (uso coreografico di braccia e mani) e, per le donne, il movimento della gonna che deve essere considerato parte integrante della gestualità flamenca.

Il Flamenco esplode attraverso il ritmo, i suoi colori e le emozioni che suscita: è una festa popolare che, anche quando si fa “arte teatrale” mantiene intatti il suo irresistibile richiamo erotico e la sua prorompente energia.