La Canzone Napoletana

C’era una volta Napoli, la Napoli della tradizione, del folclore, del detto “Vedi Napoli e poi muori”… C’era una volta la Napoli degli artisti, del mitico Totò, di Eduardo e Peppino De Filippo, di Troisi e di Scarpetta…” (Vittorio Todisco)

E’ difficile riassumere in poche righe quello che rappresenta la canzone classica napoletana, una tradizione lunga secoli, nata in una terra fertile di musiche popolari e che ha influenzato in maniera inconfutabile la musica italiana, tanto da formare un’identità nazionale della canzone italiana radicata su quella partenopea. La canzone napoletana è anima, spirito che pulsa, è trasformazione, capacità di reinventare e di comunicare, dedizione, passione, ardore, sa parlare direttamente al cuore, e tutto il mondo la conosce, l’ascolta, la comprende e la richiede.

La canzone napoletana supera le barriere del tempo e dello spazio grazie all’universalità dei suoi contenuti (il senso del destino, l’amore, la morte, il valore della vita), che riescono a raggiungere l’animo umano ed a nutrirlo.

Sarebbe un’impresa titanica citare tutti i nomi di coloro che hanno fatto la storia della canzone napoletana: i primi veri tre grandi poeti furono Salvatore Di Giacomo, Ferdinando Russo e Roberto Bracco, ma non si può non menzionare il grande Enrico Caruso, Elvira Donnarumma, Roberto Murolo, Renato Carosone, Beniamino Gigli, Mario Merola fino ad arrivare a Eduardo de Crescenzo, Pino Daniele, Lina Sastri, e Sal da Vinci.

La canzone napoletana rappresenta il miracolo di un linguaggio che, con la sua forza espressiva, riesce a trasmettere sentimenti e passioni universali, varcando i confini di Napoli per raggiungere e conquistare il mondo intero